Se avete visto il cartone animato “Ratatouille”, o conoscete un po’ le basi della vita in natura di questi animali, saprete di certo che la loro società interna è costituita da grandi colonie con una precisa gerarchia;  queste, possono arrivare a contare centinaia di elementi, per la maggioranza consanguinei, che si adoperano e cooperano per la vita della colonia intera.
Va da sè che il ratto, quindi, è un animale “sociale”, che desidera stare in compagnia, giocare con i suoi simili, dormirci insieme; un proprio simile che stia sveglio di notte (eh sì, sono animali molto attivi dopo il crepuscolo!), con cui scambiarsi grattini e condividere ogni piccola esperienza. A rimostranza di ciò, non vi sono problemi di convivenza tra animali dello stesso sesso: potrete decidere di prendere due rattini maschi, o due rattine femmine, (non una coppia mista, o vi ritroverete la casa invasa di piccoli dopo poco!) in base al vostro gusto e alle vostre preferenze (Nella sezione “Maschi o femmine?” trovate qualche informazione in più).
Quindi, regola basilare: un ratto non va tenuto solo!

Se siete agli inizi e temete di non poter dedicare abbastanza tempo a due ratti, per questo eravate orientati a prenderne uno, sappiate che la differenza è irrisoria: gli spazi utili sono pressochè gli stessi, ed il cibo che consumano due ratti, rispetto ad uno, non è tale da dover pregiudicare la vostra scelta. Un ratto solo e che non può interagire con qualcuno, soprattutto se non avete tantissimo tempo da dedicargli (considerando anche che la notte, momento in cui sono parecchio attivi, voi dormirete!) non è un ratto felice.
Un esempio, che ho letto una volta in un sito di fancy rats inglese e che trovo calzantissimo, recitava più o meno così:
Immagina di essere chiuso in una bella casa, dotata di tutti i comfort. Puoi giocare, mangiare, bere, riposare a sazietà. Mezz’ora al giorno, una persona viene lì per giocare con te e farti un po’ di compagnia, ma non parla neppure la tua lingua. Per il resto del tempo, rimarrai solo.

Perchè il concetto sia quanto più sentito e veritiero possibile, ho deciso di raccogliere le esperienze e le foto di alcuni utenti del mio forum. Alcuni di essi, hanno deciso di prendere prima solamente un ratto, e di introdurre solo in seguito un compagno.

Nancy – Milano/Perugia
A nessuno piace stare da solo….
A meno che tu nn sia una gatta scorbutica, che attacca ad artigliate ogni sorta di “amico” che la mamma umana le abbia proposto nel corso di questi lunghi 11 anni insieme. O a meno che tu nn sia un criceto…ed anche qui ci sono le eccezioni….
Ma stiamo parlando di ratti, giusto???
Innanzi tutto partirei da questo copia e incolla fatto da Wikipedia, la libera enciclopedia piu’ famosa del mondo, dalla quale tutti possono liberamente e comodamente attingere: “I ratti vivono perlopiù in gruppi formati da una coppia progenitrice, ossia la prima che si è stabilita in un determinato territorio, e dalla sua numerosa discendenza”
E questo gia’ dovrebbe essere abbastanza per capire cHe un animale geneticamente abituato a vivere in gruppi non puo’ essere tenuto in solitudine.
Vorrebe dire avere un essere infelice…
Se non fosse sufficiente, posso sempre raccontare la mia esperienza con Wendy, che da sola e’ una ratta del tutto diversa da come e’ in compagnia, soprattutto nei miei confronti!!
Non solo e’ meno apatica e vivace, ma e’ molto piu’ “self confident” verso di me!!
Vedendo la piccolina che e’ una pazza scatenata e che si lancia in avventure sfrenate in mia compagnia, si scioglie anche lei!
Per esempio, quando mettevo la mano nella gabbia, dovevo “rincorrere” Wendy per un po’ prima di convincerla a farsi toccare; da quando c’è Mirty invece, che come metto le mani dentro ci si fionda sopra, Wendy ha cominciato a mettere le sue manine sulla mia e ad annusarmi tutta senza paura!!
E poi si cercano in continuazione, sin dal primo momento che lei è arrivata hanno dormito insieme, hanno giocato, si sono pulite….è stato molto più semplice l’incontro e l’armoniosa convivenza tra le mie due ratte che tra i miei due cani!!!!


Wendy e Mirty

Tina – Padova
Perchè in due?
Perchè come l’umano anche il topo oltre ad essere un animale DA compagnia è un animale che ha bisogno DI compagnia.
Non ho avuto esperienze di ratti solitari ma quando vedo Vittoria e Violetta giocare insieme, dormire una sopra l’altra, pulirsi a vicenda, rubarsi il cibo da sotto i denti :lol: , ho l’impressione che in due o più sia meglio.
Lo vedo anche quando mi avvicino e magari Vittoria diffida mentre Violetta si aggrappa al mio braccio per arrivarmi fino alla testa, poi la vedo scendere e avvicinarsi a Vittoria ancora timorosa, le spinge il musetto verso di me per farle capire che non c’è pericolo e dopo un pò me le ritrovo entrambe a gironzolarmi addosso.
E l’ultima cosa che noto ora che le guardo dormire è che hanno a disposizione un terrario di un metro e mezzo e si mettono a dormire nel secondo piano della gabbietta da trasporto che ho messo sopra la mensola della libreria che è grande un terzo del terrario, una vicina all’altra e se una si sposta non passa molto tempo che l’altra l’ha già seguita.
Insomma… Minimo due…. Il massimo….non esiste!

Openmiki – Perugia
Dunque, io ho Nina, curiosa, brillante e sveglia; Malatempora, calma, sicura e forte; e Pugg, dolcissima e -ehm- molto prudente :)
Con Mala e con Nina non c’è stata mai nessuna difficoltà, hanno accettato subito che le prendessi, senza scappare, e prestissimo hanno iniziato ad accostarsi di loro iniziativa. Pugg invece ha appena imparato a venirmi vicino per prendere le leccornie, ma scappa se cerco di prenderla o anche solo di accarezzarla, e la devo obbligare…
Oggi dopo una sessione di bocconcini, io stavo in piedi davanti alla porticina della gabbia e Mala e Nina giocavano a “scala l’umano” facendo dentro e fuori dalla gabbia alle mie braccia, sporgenosi un po’ per prendere qualche carezza, salendomi brevemente sul braccio e tornando dentro. Pugg come sempre si era nascosta, ma ha sentito il movimento e ha iniziato pian piano a mettere fuori il musino, poi si è accostata restando a distanza… Insomma, dopo qualche minuto, incuriosita dalle sorelle, mi è salita in mano anche lei, tutta da sola! Non ci potevo credere! ^^ E’ stato solo un momento, e quando ho crecato di accarezzarla col dito è tornata in gabbia, ma non fuggendo a gambe levate come avrebbe fatto poco prima :D. Ho già notato come una impara dall’altra con l’esempio, ma questo è stato proprio evidente… e anche di ENORME soddisfazione :D. Anche Mala ha imparato da Nina il trucco di prendere un bocconcino, nasconderlo e tornare subito a farsene dare un altro, anziché mangiarlo, in modo da accumularne tanti… ieri lo faceva solo Nina, oggi ha imparato anche lei… :)

Decisamente è tutto più facile quando sono in tanti! :)

Gramoz – Pesaro/Urbino
Perchè “mai soli”?
Come quasi ogni altro animale, ed ogni essere esistente (eccezioni a parte), nemmeno ai nostri piccoli amici rattosi piacerebbe vivere da soli! Immaginate la vostra vita all’interno di una gabbia, in completa solitudine, solo ogni tanto un gigante che vi prende, vi strapazza un po’, per poi rimettervi dentro la vostra “casa a sbarre” in completa solitudine. Non è una tristezza?
Prendere due (o più) ratti giova sia a loro che a noi, in quanto non ha prezzo vedere questi animaletti comunicare e giocare (e vi assicuro che glielo si legge proprio negli occhi la felicità in quei momenti) fra loro, e vederli accoccolarsi uno sopra l’altro per scaldarsi.. Non ha bisogno di spiegazioni. Inoltre un ratto da solo sarà, inizialmente, molto più pauroso/timido mentre in compagnia risulteranno un po’ più coraggiosi (o almeno questa è la mia esperienza personale). Come disse qualcuno, prima di me, quando un’immagine vale più di mille parole:


Schizza, Ippi e Angel in fase di “dolce nanna”