• INTRODUZIONE ALLA GENETICA DEI COLORI E DEI MARKINGS•
Ovvero, genetica mendeliana: come cominciare a capirci qualcosa!
di Ilaria Auletta

Per poter comprendere come funziona la trasmissibilità nei ratti, bisogna innanzitutto conoscere alcuni fondamenti di genetica base;
i colori, i markings, la forma delle orecchie, il tipo di pelo, sono tutti caratteri che vengono trasmessi ai cuccioli dai genitori attraverso i geni, e vengono perciò detti caratteri genetici.
Ogni carattere genetico, all’interno del genoma del ratto, è presente sempre in due copie o alleli, che formano una coppia; in questa coppia, un allele viene trasmesso dalla madre, e l’altro dal padre.
Solitamente gli alleli (corrispondenti ognuno ad un diverso carattere, ad esempio un colore, o un marking), vengono indicati con una lettera o due (si usa la d per il blu, c per l’albino, du per il dumbo, h per l’hooded etc..). Dal momento che, come abbiamo detto, ogni carattere genetico è formato da 2 alleli o copie, per identificare il colore, o il marking, o la tipologia di un ratto si usano piccole sigle composte dall’insieme dei due alleli che li compongono:
Esempio: per classificare un ratto albino (per l’albino, abbiamo detto, si usa la c), dobbiamo usare una sigla composta da tutti e due gli alleli trasmessi dai genitori. Diremo quindi che il suo colore è cc, poichè ha ricevuto una copia (c) dal padre, e una copia (c) dalla madre.

Un ratto può essere omozigote o eterozigote per un carattere genetico;
Si dice omozigote per un determinato gene, quando riceve due copie uguali da entrambi i genitori. Un esempio, è il caso dell’albino di poco fa: avendo ricevuto un allele c da entrambi i genitori, si dice omozigote (recessivo, e vedremo più avanti cosa significa) cc.
Si dice eterozigote per un determinato gene, invece, quando dai due genitori riceve due copie diverse; ad esempio, se il padre trasmette ad un cucciolo una copia c e la madre gli trasmette una copia C (maiuscolo!), il risultato sarà un ratto che classificheremo come cC, e diremo che, avendo una sola copia c, è eterozigote per questo carattere.

Detto questo, spieghiamo perchè si usano lettere maiuscole e minuscole:
Abbiamo detto che i colori, i markings, il tipo di pelo e la forma delle orecchie di un ratto sono regolati ognuno da un carattere genetico formato da due alleli o copie, ognuna trasmessa da uno dei genitori. Sono tutti e due gli alleli insieme a darci il risultato che riusciamo a vedere visivamente su di un ratto.

* Quando un allele è scritto in maiuscolo (ad esempio C) si dice dominante.
* Quando un allele è scritto in minuscolo (ad esempio c) si dice recessivo.

In base a ciò che trasmettono i genitori, possiamo avere 4 diverse combinazioni del gene “c“:
Per procedere con un esempio, dobbiamo partire dal presupposto che il colore albino, come tutti i colori e i markings nei ratti, è un carattere genetico recessivo: la lettera minuscola c indica un ratto visivamente albino, mentre la lettara maiuscola C indica un ratto visivamente non albino.

  • Combinazione Cc o cC : Essendo la C maiuscola dominante, nasconderà l’effetto visivo di c. Un ratto con genoma Cc, quindi, apparirà visivamente non albino; esso, però, sarà ugualmente eterozigote per albinismo (poichè porta comunque una copia di c che potrebbe trasmettere ai suoi figli!), e viene anche detto het, o portatore.
  • Combinazione CC : essendo omozigote dominante per C, il ratto apparirà non albino, e non sarà portatore di albinismo (poichè non abbiamo c).
  • Combinazione cc : essendo omozigote recessivo per c, l’effetto visivo non è nascosto (non ci sono C!) e può manifestarsi; il ratto apparirà visivamente albino.

N.B.: I ratti non albini, che siano essi Cc, cC o CC, non possono essere distinti tra loro! Quindi non si può sapere quando un ratto è eterozigote (o portatore) per albinismo o meno, perchè visivamente appaiono tutti uguali!

I geni che regolano colore, markings, pelo, forma delle orecchie dei ratti, sono in maggioranza recessivi, come l’albinismo di cui abbiamo appena fatto l’esempio. Questo vuol dire che, per vedere il ratto di un determinato colore, di un determinato marking o con una determinata tipologia di pelo, il cucciolo dovrà essere per forza omozigote recessivo per quel determinato carattere. Ad esempio, se per apparire visivamente albino un ratto deve essere cc, per apparire blu dovrà essere dd, dumbo dudu, hooded hh e così via..

Esistono però delle eccezioni, come il gene rex (Re), che è invece un carattere genetico dominante incompleto: in questo tipo di gene, la sigla minuscola re, se presente in forma omozigote recessiva, indica un ratto visivamente normale, mentre la sigla maiuscola Re, se presente in forma o eterozigote o omozigote dominante, dà luogo a due ratti dall’aspetto diverso tra loro.

  • Combinazione Rere o reRe: il gene Re in forma eterozigote, fa apparire il pelo e i baffi ricci, ed il ratto è detto rex.
  • Combinazione ReRe: il gene Re nella forma omozigote fa apparire il pelo raso e riccio, e baffi ricci. Il ratto è detto double rex, ed alcuni possono apparire nudi in alcune zone.
  • Combinazione rere: il ratto appare normale e non è eterozigote per il gene rex.

Il genotipo di un ratto, è l’insieme dei geni presenti nel suo genoma.
Il fenotipo, invece, è l’insieme dei caratteri che l’individuo manifesta (cioè come ci appare visivamente: ad esempio l’insieme del suo colore, del marking, del tipo di pelo, delle orecchie etc..): esso dipende dal suo genotipo, dalle interazioni fra geni e anche da fattori esterni;